mercoledì 1 ottobre 2014

Storiella triste, triste...

Come fai a dire, questo è un blog che si occupa di scrittura, quindi niente polemiche politiche. Dico: no, non mi posso tirare indietro, mi sento Italiano, anche un po' patriota, allora devo parlare e scrivere. Io non sono un economista, ma ho sempre capito che alla fine in qualsiasi economia dalla più piccola alla più grande le entrate devono essere superiori o quantomeno uguali alle uscite se si vuole tenere in piedi la baracca. E non credo di sbagliarmi di molto. A tal fine vi racconto una storiella:


C'era una volta un uomo (o una donna, fate voi), non era ricco di famiglia, non aveva possedimenti o rendite nascoste, tipo diamanti , miniere, pozzi petroliferi, era però un gran lavoratore, intelligente e furbo, riusciva, lavorando sodo, a portare a casa un bel gruzzoletto ogni mese. Aveva anche una moglie alla quale non faceva mancare niente, anzi, la viziava, infatti la donna forte del denaro che entrava ingente in casa ogni mese, assunse tre domestiche, e iniziò a fare delle spese un poco pazzerelle o quantomeno inutili.
Le tre domestiche, brave donne anche loro, oneste al massimo o giù di lì, magari qualche certificato di malattia senza malattia lo presentavano una volta ogni tanto, ma che vogliamo condannarle per questo? In effetti, c'era poco da fare, di domestica in casa ne sarebbe bastata una, ma si sa come vanno le cose: l'amicizia con la padrona di casa, qualche raccomandazione di persone influenti… ed eccole assunte a far niente a tempo indeterminato. Tutto sommato però, il padrone di casa non aveva di che lamentarsi era troppo preso a far denaro.
Ma si sa le cose al giorno d'oggi cambiano in fretta.
Un giorno il marito si presentò dalla moglie dicendo:
“moglie mia, lo sai quei cinesi, quelli della case popolari che abbiamo aiutato per anni, si sono messi in concorrenza con noi, mi hanno copiato i prodotti, hanno messo a lavorare tutti i figli e le loro donne, anche i vecchi, lavorano 12 ore al giorno non pagano le tasse che pago io, e ci stanno togliendo una buona parte del mercato, devi incominciare a limitare le spese e a fare qualche ricevimento in meno, anzi dovresti licenziare almeno una domestica, tanto sappiamo che non serve.”
“Ma caro, cosa dici? Amore mio...-, la donna non era molto intelligente, ma tanto, tanto furba. -Cosa penseranno gli altri di noi, perderesti dei clienti se ti vedessero in difficoltà, dobbiamo invece dare un grande ricevimento e invitare tutti i nostri amici... Dai pucci, pucci, magari vendi la tua macchina, licenzi un paio di operai, e andrà tutto bene. Lavora anche di Domenica, tanto ci annoiamo. Ho un idea: aumenta il costo della merce, venderai di meno ma guadagnerai di più.”
Il marito fessacchiotto come tutti i mariti, un po' perché si era fatto abbindolare come sempre, un po' per non discutere, disse che andava bene...


Ai cinesi, questo non interessava, anzi, aumentando il costo della merce l'uomo vendette ancor meno i suoi prodotti... era ormai sull'orlo della bancarotta.
Dopo n po' di tempo tornò dalla moglie e le disse:
” Cara,siamo rovinati! Dovrai metterti a lavorare.”
“Lavorare? Io? Pucci Pucci, - rispose la moglie, - tu sei rovinato, io ho messo qualche cosa da parte per la mia vecchiaia all'estero e ci vado subito. Ci rivediamo il giorno del divorzio e... cerca di pagarmi gli alimenti e stare allegro.”
E le domestiche? Domanderete. Dai, che domande, quelle si arrangiano sempre, un lavoretto qua un lavoretto là, senza tasse, e poi, si erano anche loro messe un bel gruzzoletto da parte, domestiche sì, stupide no!


Riuscite a immaginare cosa fece quell'uomo?


interpreti:
L'uomo : il popolo Italiano
La moglie : Il governo e i politici

le domestiche: Gli impiegati statali incluso i sindacalisti