Presunzione? Pigrizia? Vigliaccheria?
Scegliere una delle tre opzioni:
a- Presunzione
b- Pigrizia
c- Vigliaccheria
Molto probabilmente conoscerete tutti
la favola “della volpe e dell'uva” attribuita ad Esopo. La volpe
impossibilitata a raggiungere un succulento grappolo d'uva,
rinunciando ad esso, al fine, lo apostrofa definendolo acerbo.
Ecco, questa favola mi sembra molto
affine a quello che sto per dirvi. Ho deciso di smettere di
promuovere (goffamente) i mie libri. Il tempo perso è tanto, i
risultati sono scarsi, il finto amletico dubbio che mi infastidisce e
cosi definito: “e' colpa mia e di quello che ho scritto oppure è
colpa del mercato?”, onestamente rimane irrisolto.
Quindi mi chiedo: è questa mia
rinuncia dettata dall'orgoglio, dalla pigrizia o dalla vigliaccheria?
Vi annuncio che, ovviamente, non
smetterò di scrivere, mi piace troppo, è diventato ormai un vizio.
C'è da aggiungere che ormai i miei libri sono lì, lanciati comunque
alla posterità. Senza presunzione, metti una merda digitale nella
rete, sarà clonata all'infinito, tanto chi la clona, umano o
robotizzato che sia, non ne sente nemmeno la puzza. Scusate questo
paragone che suona un po' volgare, ma rende perfettamente l'idea.
Mi piacerebbe tanto dirvi che scrivo
solo per me e che l'opinione degli altri non mi interessa affatto, ma
sarei un grandissimo bugiardo. Certo che mi interessa l'opinione
degli altri, certo che mi interessa se qualcuno legge i mie scritti e
ne rimane soddisfatto. Sbrodolerei per un complimento sincero. Ma c'è
una parte di me, non so se più per pigrizia o per orgoglio, che non
vuole elemosinare letture, non vuole faticare oltre la scrittura
stessa, non vuole mendicare opinioni, tanto meno recensioni. Mi
piacerebbe dire, senza enfasi, senza ipocrisia, senza falsa modestia e
senza presunzione: eccomi, io sono là, se non mi leggerete peggio
per voi, non sapete cosa perdete.
C'ho infilato anche la vigliaccheria,
perché un'altra chiave di lettura potrebbe essere anche questa:
smetto di fare o di provare a fare promozione, così, se non vengo
letto, non è perché scrivo male o perché sono noioso ma solo
perché non faccio promozione. Ganzo, no?
Ai posteri l'ardua sentenza, per ora
rimane solamente il fatto che mi sono rotto di rompere. Sì, perché, tra l'altro, ho sempre odiato e mal sopportato la pubblicità.
Soprattutto quella televisiva, di solito è invadente subdola e poco
intelligente.
Bene, ho finito, se siete arrivati fino
qui meritate davvero un bel grazie pieno di riconoscenza.
Alla prossima.
Ercole De Angelis
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