sabato 31 marzo 2012

Nuovo libro sui Templari

Ciao a tutti,

ho finalmente iniziato un nuovo libro, era da un anno che ci ragionavo sopra, mi sono documentato e al fine, spinto da un mio piccolo amico, Filippo, ho iniziato. Come tutte le opere, grandi o piccole che siano, il passo più importante è cominciare. Quante opere, quante idee seppur geniali sono rimaste nei cassetti del cervello a marcire, a svanire nell'oblio, scommetto che qualcuna è rimasta anche nel cervello di Leonardo. A parte gli scherzi, ho iniziato un libro d'avventura per ragazzi, il titolo lo devo ancora  decidere, ma la storia è chiara e limpida nella mente: anno 1161, Italia centrale, Lazio meridionale, Castrum S.Petri (Castro dei Volsci), una piccola valle ombrosa: pozzotello. Sì, le mie storie iniziano tutte da lì. Racconto di un ragazzo contadino, plebeo nello stato attuale, ma di nobili origini che, per una serie di vicissitudini, riesce ad entrare nelle grazie di un vecchio sacerdote templare reduce della prima crociata e a diventare cavaliere. La cosa interessante  è che il racconto è ambientato in luoghi  affascinanti, pieni di storia e di natura; spicca nello specifico il castello di Ambrifi, sito ormai abbandonato da Dio e dagli uomini, ma che conserva, almeno per me, un fascino prepotente, e nei suoi pochi resti (un portale di una chiesa, una torre e una cinta muraria semidiroccata ) conserva ancora chiari i segni dell' Ordine del Tempio e di un'epoca che ancora, dopo più di mille anni, affascina grandi e bambini.
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I

Pippetto, così lo chiamavano gli amici, vagava per la foresta in cerca di legna da ardere. Era freddo quel giorno e con il fiato il ragazzo si divertiva a disegnare piccole nuvole.
Ad un tratto sentì un lamento, veniva da un folto cespuglio di rovi. Dapprima spaventato, Pippetto si fece coraggio e con i suoi cinquanta chili di muscoli ed ossa, perché di grasso, il ragazzo n’aveva ben poco, si avvicinò al cespuglio. Sdraiato in terra, tra i rovi ansimava un cavaliere. Sì, un cavaliere vero, completo di cotta, armatura e spada, come quei cavalieri dei quali la sera intorno al fuoco il padre ne narrava le gesta. La tunica bianca era sporca di fango. La croce grande e vermiglia disegnata sul cuore si confondeva col sangue che copioso scorreva dal volto dell’uomo.
Ragazzo ti prego, avvicinati”, rantolò.
Più incuriosito che spaventato Pippetto s’accostò.
Non ne avrò ancora per molto, i sicari dell’Imperatore non perdonano, non ho più speranza... ma promettimi una cosa... la pergamena... devi trovare la pergamena e consegnarla al Balivo del Castrum, è questione di vitale importanza, ne va della vita di molte persone.”    ......